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La normativa europea

Il decreto legislativo n. 626 del 19 settembre 1994 recepisce in Italia otto Direttive CEE, costituite da una Direttiva "quadro" o principale e da sette Direttive “particolari" che si occupano di aspetti settoriali:
 
391/89:    misure per promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (pubblicata sulla GUCE n. L 183 del 29/6/89),
654/89:    prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (GUCE n. L 393 del 30/12/89),
655/89:    requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro (GUCE n. L 393 del 30/12/89),
656/89:    prescrizioni minime di sicurezza e di salute per l'uso di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro (GUCE n. L 393 del 30/12/89),
269/90:    prescrizioni minime di sicurezza e di salute per la movimentazione manuale di carichi (GUCE n. L 156 del 21/6/90),
270/90:    prescrizioni minime di sicurezza e di salute per le attività svolte su attrezzature munite di videoterminali (GUCE n. L 156 del 21/6/90),
394/90.    protezione dei lavoratori contro i rischi derivati da un'esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro (GUCE n. L 196 del 26/7/90),
679/90:    protezione dei lavoratori contro i rischi derivati da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (GUCE n. L 374 del 31/12/90).
 
 
Oltre a queste, esistono altre Direttive "particolari", come la n. 392 del 1989 ("Direttiva macchine") e la n. 57 del 1982 ("cantieri temporanei o mobili"), recepite successivamente in Italia.
 
Le Direttive recepite con il D. Lgs. n. 626/94 sono definite di "seconda generazione” e traggono la loro validità dall'Art. 118 A del Trattato, che istituisce la Comunità economica europea, dalla risoluzione del Consiglio del 21 dicembre 1987 e da quattro risoluzioni adottate nel febbraio 1988 dal Parlamento europeo, che invitavano la Commissione ad elaborare una Direttiva quadro che fungesse da base per Direttive specifiche relative a tutti i rischi riguardanti il settore della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro.
 
Prima di esse la CEE aveva approvato una serie di altre Direttive, definite di “prima generazione”, specifiche per determinate attività lavorative, come le:
  • 501 del 1982, sui rischi industriali rilevanti (la "Seveso"), recepita in Italia dal DPR n. 175/88;
  • 1107 del 1980, 605 del 1982, 477 del 1983, 188 del 1986 e 642 del 1988 sui rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici (in particolare rumore, piombo e amianto), recepite dal D. Lgs. n. 277 del 1991.