Giovedì 9 Settembre 2010
EMAS - Certificazione europea del sistema di gestione ambientale

Sistema di gestione ambientale
L'Unione Europea ha definito un sistema comunitario di ecogestione e audit per le imprese (EMAS, Environmental Management and Audit Scheme). Questo strumento innovativo è stato creato con il regolamento n. 1836/93 del 29 giugno del 1993 «sull'adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 10 luglio 1993 n. 168. Il sistema ha tre obiettivi fondamentali:
Il verificatore può essere un singolo professionista o una società. In ogni caso deve essere accreditato, per lo specifico settore di attività produttiva, dal comitato Ecoaudit-Ecolabel e deve essere indipendente dall'azienda: l'indipendenza è fondamentale per garantire al pubblico e alle autorità la veridicità di quanto affermato dall'impresa e attestato dal verificatore stesso.
L'adesione all'EMAS può comportare molti benefici all'impresa:
Il sistema di ecogestione e audit è istituito da un regolamento comunitario per il quale non è necessaria una specifica legislazione nazionale di recepimento. A partire dalla data di pubblicazione il regolamento è direttamente applicabile in tutti i Paesi membri. Il sistema è stato avviato in Italia con l'istituzione del comitato Ecoaudit-Eco-label al quale l'impresa si può rivolgere per le informazioni relative al procedimento di registrazione.
Un sistema di gestione ambientale richiede un processo di monitoraggio e miglioramento continuo, che può essere sintetizzato con la formula, famosa per i sistemi di qualità, «POCA», cioè «Pian, Do, Check, Act» (pianifica, agisci, verifica e correggi).
I passi necessari per l'implementazione di un sistema di gestione ambientale, a prescindere dallo standard adottato (EMAS, standard ISO 14001 e BS 7750), comprendono:
Analisi ambientale preliminare
Qualsiasi impresa che decida di implementare un sistema di gestione ambientale deve partire da un'attenta analisi ambientale, cioè dalla conoscenza di tutti gli aspetti ambientali rilevanti della propria attività in termini di prelievi, di consumo di risorse naturali, di emissioni e di rifiuti generati dai cicli produttivi.
Quindi l'azienda deve avviare un processo di acquisizione di dati che, partendo dalla raccolta della legislazione cogente, giunga sino all'individuazione dei fattori di impatto ambientale da questa non considerata e che potrebbero emergere in caso malfunzionamenti, anomalie o incidenti. Le modalità attraverso le quali condurre l'analisi ambientale possono essere molteplici: questionari o check-list, interviste, sopralluoghi diretti.
Politica ambientale
Sulla base dell'analisi ambientale preliminare viene delineata la politica ambientale. Il documento che descrive la politica ambientale deve essere preparato e condiviso dai vertici aziendali.
Sulla base delle linee guida dettate nel documento di politica ambientale vengono definiti gli obiettivi e i programmi, in tale fase si decidono le priorità, si assegnano le responsabilità e i mezzi stanziati per il raggiungimento degli obiettivi. br>
Organizzazione
L'attuazione della politica richiede l'adozione di misure organizzative con l'individuazione delle responsabilità e delle risorse del personale chiamato a gestirla.
Controllo
Deve essere predisposto il controllo operativo su tutte le attività che producono impatto ambientale.
Il controllo operativo deve essere documentato attraverso procedure scritte, elaborate e controllate dalle funzioni coinvolte, con l'obiettivo di individuare eventuali azioni correttive o specifici miglioramenti dell'impatto ambientale.
Documentazione
II sistema di gestione ambientale deve essere opportunamente documentato. La documentazione viene raccolta nel manuale di gestione ambientale.
Certificazione
La procedura di certificazione del sistema di gestione ambientale è simile a quella prevista per i sistemi di qualità. La richiesta di certificazione deve essere inoltrata all'organismo di certificazione che, dopo l'espletamento delle prime formalità, esamina il manuale del sistema di gestione ambientale. Nell'ipotesi che il manuale risulti conforme ai requisiti, si procederà alla visita ispettiva durante la quale verranno verificate le procedure ambientali e il loro livello di applicazione rispetto alla norma. Se in occasione della verifica ispettiva venissero individuate delle non conformità, sarà necessario predisporre un piano dettagliato delle misure da porre in essere per eliminarle. In questo caso occorrerà affrontare un'ulteriore verifica prima di conseguire la certificazione.
Le differenze tra EMAS, BS 7750 e ISO 14001
Le norme EMAS, BS 7750 e ISO 14001 presentano differenze sulle quali conviene soffermare l'attenzione.
Le principali differenze riguardano i seguenti aspetti:
In generale la BS 7750 e I'EMAS richiedono una documentazione più voluminosa rispetto a quella imposta dalla ISO 14001.
Lo standard BS 7750, I'EMAS e la ISO 14001 impongono l'attività di audit, consistente nella verifica accurata e approfondita del sistema di gestione ambientale, condotta periodicamente da parte di personale interno o esterno all'azienda e finalizzato all'individuazione di eventuali incoerenze o anomalie.
L'EMAS stabilisce che «l’audit deve essere eseguito [...] ad intervalli non superiori a tre anni». Gli standard ISO 14001 e BS 7750, pur stabilendo che la verifica debba essere periodica e oggettiva, non ne indicano esplicitamente la frequenza.
L'Unione Europea ha definito un sistema comunitario di ecogestione e audit per le imprese (EMAS, Environmental Management and Audit Scheme). Questo strumento innovativo è stato creato con il regolamento n. 1836/93 del 29 giugno del 1993 «sull'adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 10 luglio 1993 n. 168. Il sistema ha tre obiettivi fondamentali:
- l'adozione di politiche, programmi e sistemi di gestione ambientali da parte delle aziende in relazione ai loro siti (stabilimenti);
- la sistematica, obiettiva e periodica valutazione dei risultati;
- la trasmissione al pubblico dei sistemi adottati e dei risultati ottenuti.
Il verificatore può essere un singolo professionista o una società. In ogni caso deve essere accreditato, per lo specifico settore di attività produttiva, dal comitato Ecoaudit-Ecolabel e deve essere indipendente dall'azienda: l'indipendenza è fondamentale per garantire al pubblico e alle autorità la veridicità di quanto affermato dall'impresa e attestato dal verificatore stesso.
L'adesione all'EMAS può comportare molti benefici all'impresa:
- riduzione dei costi di gestione palesi e occulti;
- prevenzione delle responsabilità;
- prevenzione dei danni ambientali e minimizzazione del rischio;
- diminuzione dei costi assicurativi;
- valorizzazione dei siti certificati;
- soddisfazione di richieste specifiche di clienti importanti;
- miglioramento dei rapporti con il pubblico e con le autorità;
- miglioramento dell'immagine esterna dell'azienda.
Il sistema di ecogestione e audit è istituito da un regolamento comunitario per il quale non è necessaria una specifica legislazione nazionale di recepimento. A partire dalla data di pubblicazione il regolamento è direttamente applicabile in tutti i Paesi membri. Il sistema è stato avviato in Italia con l'istituzione del comitato Ecoaudit-Eco-label al quale l'impresa si può rivolgere per le informazioni relative al procedimento di registrazione.
Un sistema di gestione ambientale richiede un processo di monitoraggio e miglioramento continuo, che può essere sintetizzato con la formula, famosa per i sistemi di qualità, «POCA», cioè «Pian, Do, Check, Act» (pianifica, agisci, verifica e correggi).
I passi necessari per l'implementazione di un sistema di gestione ambientale, a prescindere dallo standard adottato (EMAS, standard ISO 14001 e BS 7750), comprendono:
- analisi ambientale preliminare;
- politica ambientale;
- organizzazione;
- controllo;
- documentazione;
- certificazione.

Qualsiasi impresa che decida di implementare un sistema di gestione ambientale deve partire da un'attenta analisi ambientale, cioè dalla conoscenza di tutti gli aspetti ambientali rilevanti della propria attività in termini di prelievi, di consumo di risorse naturali, di emissioni e di rifiuti generati dai cicli produttivi.
Quindi l'azienda deve avviare un processo di acquisizione di dati che, partendo dalla raccolta della legislazione cogente, giunga sino all'individuazione dei fattori di impatto ambientale da questa non considerata e che potrebbero emergere in caso malfunzionamenti, anomalie o incidenti. Le modalità attraverso le quali condurre l'analisi ambientale possono essere molteplici: questionari o check-list, interviste, sopralluoghi diretti.
Sulla base dell'analisi ambientale preliminare viene delineata la politica ambientale. Il documento che descrive la politica ambientale deve essere preparato e condiviso dai vertici aziendali.
Sulla base delle linee guida dettate nel documento di politica ambientale vengono definiti gli obiettivi e i programmi, in tale fase si decidono le priorità, si assegnano le responsabilità e i mezzi stanziati per il raggiungimento degli obiettivi. br>
L'attuazione della politica richiede l'adozione di misure organizzative con l'individuazione delle responsabilità e delle risorse del personale chiamato a gestirla.
Deve essere predisposto il controllo operativo su tutte le attività che producono impatto ambientale.
Il controllo operativo deve essere documentato attraverso procedure scritte, elaborate e controllate dalle funzioni coinvolte, con l'obiettivo di individuare eventuali azioni correttive o specifici miglioramenti dell'impatto ambientale.
II sistema di gestione ambientale deve essere opportunamente documentato. La documentazione viene raccolta nel manuale di gestione ambientale.
La procedura di certificazione del sistema di gestione ambientale è simile a quella prevista per i sistemi di qualità. La richiesta di certificazione deve essere inoltrata all'organismo di certificazione che, dopo l'espletamento delle prime formalità, esamina il manuale del sistema di gestione ambientale. Nell'ipotesi che il manuale risulti conforme ai requisiti, si procederà alla visita ispettiva durante la quale verranno verificate le procedure ambientali e il loro livello di applicazione rispetto alla norma. Se in occasione della verifica ispettiva venissero individuate delle non conformità, sarà necessario predisporre un piano dettagliato delle misure da porre in essere per eliminarle. In questo caso occorrerà affrontare un'ulteriore verifica prima di conseguire la certificazione.
Le differenze tra EMAS, BS 7750 e ISO 14001
Le norme EMAS, BS 7750 e ISO 14001 presentano differenze sulle quali conviene soffermare l'attenzione.
Le principali differenze riguardano i seguenti aspetti:
- la comunicazione all'esterno;
- la voluminosità del manuale di gestione ambientale;
- il grado di approfondimento del programma ambientale;
- il grado di approfondimento dei registri ambientali;
- la periodicità dell'attività di audit del sistema di gestione ambientale.
In generale la BS 7750 e I'EMAS richiedono una documentazione più voluminosa rispetto a quella imposta dalla ISO 14001.
Lo standard BS 7750, I'EMAS e la ISO 14001 impongono l'attività di audit, consistente nella verifica accurata e approfondita del sistema di gestione ambientale, condotta periodicamente da parte di personale interno o esterno all'azienda e finalizzato all'individuazione di eventuali incoerenze o anomalie.
L'EMAS stabilisce che «l’audit deve essere eseguito [...] ad intervalli non superiori a tre anni». Gli standard ISO 14001 e BS 7750, pur stabilendo che la verifica debba essere periodica e oggettiva, non ne indicano esplicitamente la frequenza.





