Accesso Riservato

 
 

Una legge per assicurare il rischio idrogeologico

A tutt'oggi in Italia non è stata ancora affrontata l'esigenza di una legge quadro sulle calamità naturali e non si è proceduto al riordino dell’intervento dello Stato nello specifico settore. Tale intervento è sempre avvenuto sulla base di una legislazione frammentaria e disomogenea, priva di una chiara distinzione tra la fase dell’emergenza, da svolgersi per il primo soccorso ed il ripristino delle condizioni minime di ripresa della vita normale, la fase di ricostruzione dei beni privati e pubblici e la fase di ripresa delle attività produttive.
Lo stesso intervento ha assorbito negli ultimi decenni consistenti risorse senza, tuttavia, incidere adeguatamente sui processi di riduzione dell'esposizione al danno complessivo del nostro paese.
Si osserva anzi che alla politica di interventi si associa una crescente richiesta di sostegno ed un'aspettativa di tipo assistenzialistico che, vista la crescente esposizione complessiva del paese, diventerà quanto prima insolvibile, con possibili gravi conseguenze per la vita sociale ed economica.
Occorre, quindi, supportare l'intervento statale con strumenti assicurativi, impostando meccanismi di collaborazione fra settore pubblico e settore privato.

Situazione delle iniziative legislative in tema di assicurazione delle catastrofi naturali
In Italia, nell’ultimo decennio, sono state presentate varie proposte legislative (Golfari, XI legislatura; Doppio, XII legislatura; Parola e Camoirano, XIII legislatura), nessuna delle quali ad oggi ha portato alla normazione della materia, che è rimasta legata all'emanazione di decreti e ordinanze urgenti per definire competenze, provvedimenti e reperire i relativi fondi in occasione di ogni evento calamitoso.

Posizione degli assicuratori sul tema delle catastrofi naturali
Come fatto in altri Paesi, gli assicuratori italiani sono disponibili alla copertura assicurativa dei danni derivanti agli immobili privati da eventi naturali, ovviamente purché ciò avvenga nell'ambito di un adeguato quadro normativo.
Il settore assicurativo ha da tempo elaborato un proprio progetto per l'assicurazione delle calamità naturali, rimasto a tutt'oggi senza riscontro da parte del settore pubblico.
Il progetto prevede la creazione di un pool di imprese verso il quale far confluire la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali. Il pool sarà finanziato con i premi relativi ai rischi stessi e risponderà dei sinistri secondo le normali procedure assicurative.
Certamente i criteri di ripartizione dei rischi devono prevedere l'intervento dello Stato nel caso di sinistri catastrofali di ammontare particolarmente elevato.
Naturalmente ciò è possibile solo sulla base di un provvedimento legislativo che stabilisca i criteri tecnici, condivisi dall'assicuratore, per l'assunzione dei rischi e la liquidazione dei sinistri.
Occorre rilevare che forme di copertura non estese a tutto il territorio e/o casualmente distribuite (è facile ipotizzare l’accentramento delle coperture nelle aree a maggior rischio geologico) mancano di credibili criteri per la valutazione dei premi e degli ambiti di esposizione delle compagnie, secondo logiche di libero mercato e concorrenzialità.
Il sistema assicurativo a regime dovrà valutare:
  • la probabilità spaziale e temporale degli eventi catastrofici ed il danno ipotizzabile in scenari a medio e lungo periodo, a partire da una conoscenza dettagliata del territorio
  • i livelli di rischio per le compagnie
  • il danno complessivo atteso su base annua
  • il territorio sul quale sono calibrate le stime previsionali (regione, gruppo di regioni, nazione)