Accesso Riservato

 
 

La mappa del rischio sismico

Lo strumento di difesa adottato in Italia contro gli effetti dei sismi è incentrato essenzialmente sulla normativa sismica, che stabilisce i requisiti antisismici adeguati per le nuove costruzioni nelle varie zone del Paese e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Elemento fondamentale in entrambi i casi è la definizione della pericolosità sismica del territorio.
Nel 1974 fu promulgata la nuova normativa sismica nazionale e la classificazione sismica dei comuni in cui devono essere applicate le norme costruttive antisismiche. La lista dei comuni è stata via via aggiornata fino al 1980 con l’inserimento, tramite decreto legislativo, dei comuni nuovamente colpiti da terremoto.


I più recenti studi hanno portato ad un forte sviluppo delle conoscenze sulla sismicità del territorio nazionale e hanno permesso la formulazione di una proposta di classificazione del territorio basata su indagini di tipo probabilistico, riferite a livelli di probabilità dell’intensità del sisma in dati periodi di tempo.
Questa classificazione mostra come tutto il territorio nazionale sia interessato da eventi sismici in grado di dare conseguenze sui manufatti, tranne alcune zone delle Alpi centrali e della Pianura Padana, un tratto della costa toscana e della Puglia, gran parte della Sardegna.