Il monitoraggio del danno ambientale

Negli ultimi decenni è cresciuta l'attenzione ai problemi ambientali e alla tutela dell'ambiente.
Al primo posto sta la valutazione del pericolo costituito dalle sostanze potenzialmente pericolose per l'ambiente. Questa valutazione segue i principi dell'"hazard assessment", che si basa sul confronto tra una presumibile concentrazione ambientale di una sostanza e il livello che non dovrebbe determinare alcun tipo di effetto dannoso sull'uomo e sugli organismi viventi e, più in generale, sull'ecosistema.
L'hazard assessment considera due aspetti:
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l'esposizione ad una sostanza
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gli effetti risultanti da questa esposizione
Le relative valutazioni possono essere fatte per mezzo di analisi chimiche in varie matrici ambientali e di modelli previsionali e valutativi, che devono tener conto dei diversi livelli spaziali e temporali di rischio.
Il monitoraggio delle variabili ambientali viene fatto utilizzando parametri rappresentativi delle condizioni in cui si trova un sistema.
Nelle attività finalizzate alla conoscenza dell'ambiente possono essere individuati numerosi indicatori: essi vengono scelti in funzione della capacità di segnalare un impatto ambientale sul piano qualitativo, per essere in grado di fornire indicazioni quantitative circa la gravità dell'impatto, per l'affidabilità e la riproducibilità della risposta.
La scelta degli indicatori da monitorare varia a seconda delle aree specifiche e delle fonti inquinanti presenti: in presenza di un inceneritore verranno monitorati gli inquinanti emessi dalla combustione dei rifiuti; in presenza di intenso traffico automobilistico verranno monitorati gli inquinanti provenienti dai gas di scarico.
Un bioindicatore della qualità delle acque di un fiume può essere la presenza o meno di pesci, indice di bassa temperatura e di alta ossigenazione delle acque. La valutazione della qualità dell'aria può essere espressa dalla concentrazione di inquinanti chimici presenti.





